Sedimenti fluviali

Per i sedimenti fluviali non è, al momento, disponibile una normativa specifica. Alcuni possibili riferimenti sono di seguito riportati.

- D.Lgs. 152/2006 e s.m.i. - Indica le concentrazioni soglia di contaminazione (CSC) per suolo e sottosuolo riferita alla specifica destinazione d'uso degli stessi.

- D.M. 56/09 - "Regolamento recante criteri tecnici per il monitoraggio dei corpi idrici e l'identificazione delle condizioni di riferiemento per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152". Riguarda gli standard di qualità dei sedimenti nei corpi idrici marino-costieri e di transizione.

- D.M. 260/10 - "Regolamento recante i criteri tecnici per la classificazione dello stato dei corpi idrici superficiali, per la modifica delle norme tecniche del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante norme in materia ambientale, predisposto ai sensi dell'articolo 75, comma 3, del medesimo decreto legislativo".

Per sopperire alla mancanza di legislazione in materia di inquinamento dei sedimenti fluviali, nel giugno 2009 l'ISPRA ha pubblicato "Proposta per la valutazione dello stato qualitativo dei sedimenti fluviali nel sito di interesse nazionale Fiumi Saline e Alento", che introduce i livelli chimici di riferimento (LCR), definiti come concentrazioni di riferimento non sito specifiche per ogni singolo contaminante (revisione 1). Così come accade per le CSC fissate per i suoli dal D.Lgs. 152/06, concorrerebbero alla individuazione di tratti di alveo da sottoporre ad interventi di bonifica.